Una fucina di metalli preziosi a due passi da casa

Uno studio condotto da due ricercatori dell’Università Columbia di New York e dell’Università delle Florida, ha portato ad affermare che una violenta collisione di due stelle di neutroni – formate dal nucleo collassato di stelle giganti – avvenuta 4.6 miliardi di anni fa, sia stata la causa della creazione di parte degli elementi chimici più ambiti e ricercati sulla Terra: platino, uranio, oro e argento. Un singolo evento cosmico avvenuto vicino al Sistema solare avrebbe dato vita appunto allo 0.3 per cento di questi elementi, i quali poi sarebbero stati inglobati nella nebulosa pre-solare che ha formato il Sistema solare permettendo loro di giungere fino a noi.

Ma come sono arrivati a questa conclusione i due ricercatori? E come sono giunti a noi tali elementi?

La risposta alla prima domanda giunge dal confronto di risultati simulati –  cioè quelli relativi al rapporto di abbondanza di questi elementi ottenuto utilizzando modelli matematici – con quelli di composizione misurati all’interno dei meteoriti, fondamentali per questo tipo di studi. «Le meteoriti forgiate nel sistema solare primordiale trasportano tracce di isotopi radioattivi. Non appena questi isotopi decadono, agiscono come “orologi” che possono essere usati per ricostruire il tempo in cui sono stati creati» spiega, infatti, Szabolcs Márka, ricercatore alla Columbia University e coautore dell’articolo.

In merito invece alla seconda domanda la risposta e’ da cercare nella singola collisione di due stelle di neutroni verificatasi circa 100 milioni di anni prima della formazione del nostro pianeta, a non più di un migliaio di anni luce di distanza dalla nube di gas da cui hanno preso origine il Sole e il suo sistema planetario.

Uno studio, questo, che fornisce informazioni su un evento unico per le conseguenze che ha avuto nella nostra storia planetaria e che «getta luce sui processi coinvolti nell’origine e su quelli che hanno determinato la composizione del Sistema solare, e che avvierà nuovi tipi di ricerche in discipline come la chimica, la biologia e la geologia, per risolvere il puzzle cosmico»  sottolinea Imre Bartos, primo autore dell’articolo.

«I nostri risultati affrontano una ricerca fondamentale per l’umanità: da dove veniamo e dove stiamo andando?» dice, invece, Szabolcs Márka. «E’ molto difficile descrivere l’enorme emozione che abbiamo provato quando abbiamo capito cosa avevamo trovato e cosa significa questo per il futuro, mentre cerchiamo una spiegazione del nostro posto nell’universo».

Fonte:INAF