PASSERÀ A SEI MILIONI DI CHILOMETRI DALLA TERRA: Asteroide in avvicinamento… con mascherina!

A Puerto Rico, il grande “occhio” da 305 metri di diametro dell’osservatorio di Arecibo sta seguendo un asteroide in avvicinamento, che raggiungerà la minima distanza dalla Terra la prossima settimana, il 29 aprile 2020.

Per la Terra questo corpo celeste non costituisce una minaccia, anzi: guardandolo bene, sembra quasi aver capito che il nostro pianeta sta affrontando una pandemia e che potremmo essere noi una minaccia per lui!. «Le caratteristiche topografiche su piccola scala, come le colline e le creste visibili su un’estremità dell’asteroide 1998 Or2, la cui dimensione è di circa due chilometri, sono scientificamente affascinanti», afferma Anne Virkki, a capo del Planetary Radar dell’osservatorio di Arecibo. «Ma visto che stiamo tutti pensando al Covid-19, queste caratteristiche fanno sembrare che anche 1998 Or2 si sia premurato di indossare la mascherina».

Questo asteroide appartiene a una classe speciale di asteroidi chiamati Pho, acronimo di oggetti potenzialmente pericolosi (Potentially Hazardous Objects). I Pho hanno dimensioni maggiori di 140 metri e arrivano a 8 milioni di chilometri dall’orbita terrestre, quindi relativamente vicino. Nessun Pho noto rappresenta un pericolo immediato per la Terra, ma osservazioni come quelle condotte all’Osservatorio di Arecibo sono fondamentali e vengono utilizzate per determinare le loro traiettorie future.

Le misure radar infatti consentono di sapere con maggiore precisione dove sarà l’asteroide in futuro, compresi i suoi futuri passaggi in prossimità della Terra e, sebbene questo asteroide non impatterà sulla Terra, è importante comprendere le caratteristiche di questo e altri oggetti simili per migliorare le tecnologie finalizzate a diminuire il rischio di eventuali impatti.

Il team ha iniziato le osservazioni il 13 aprile e continuerà a raccogliere dati fino al 23 aprile, quando l’asteroide non sarà più visibile dalla struttura di Puerto Rico. L’asteroide raggiungerà il punto più vicino alla Terra il 29 aprile, quando arriverà a una distanza pari a 16 volte la distanza della Luna: circa 6 milioni di chilometri.

Nonostante la pandemia abbia influenzato le operazioni in tutto il mondo, Arecibo sta continuando le sue osservazioni, dando un’importante contributo alla scienza e alla difesa planetaria. Gran parte delle osservazioni radioastronomiche possono essere fatte da remoto, ma non questo genere di operazioni radar, che richiedono la presenza sul posto di almeno un operatore radar e uno scienziato. Il team di scienziati e operatori del telescopio sta seguendo le linee guida sulla salute e la sicurezza, limitando il numero di osservatori al telescopio e indossando mascherine durante le osservazioni.

Fonte: INAF