Marte: iniziata l’avventura del rover cinese Zhurong

Aveva preso il via il 23 luglio 2020 la missione spaziale “Tianwen” della Cina con il lancio nello spazio di: un orbiter, un lander ed un rover con l’obiettivo di raggiungere Marte e iniziare una nuova pagina dell’esplorazione del Pianeta Rosso.

Dopo quasi 10 mesi di viaggio – lo scorso 15 maggio – il lander che trasportava il rover è atterrato sulla parte meridionale dell’Utopia Planitia, una vasta pianura nell’emisfero settentrionale del pianeta, e il suo Rover a motore “Zhurong” (nome tratto dell’antica mitologia cinese e che significa “dio del fuoco”) di 240 chili e dalla curiosa forma- simile a una farfalla blu – ha poggiato con successo le sue ruote sul suolo marziano il 22 maggio 2021.

La CNSA confida di poter utilizzare Zhurong per almeno 90 giorni, facendogli percorrere parte del pianoro. I dati raccolti dal rover – che è allestito con vari strumenti scientifici tra cui una telecamera multispettrale, un radar di esplorazione sub-superficiale, un rilevatore della composizione della superficie, un rilevatore del campo magnetico ed un monitor meteorologico – saranno poi trasmessi alla sonda Tianwen-1 in orbita intorno al pianeta, che a sua volta li invierà poi verso la Terra grazie a un’antenna più potente. C’è da ricordare che Tianwen-1 guiderà con i suoi segnali il rover mentre questo si muove e lavora sul suolo marziano.

Zhurong offrirà lo studio del paesaggio marziano con immagini tridimensionali ad alta risoluzione, analizzerà la composizione materiale della superficie del pianeta, ne rileverà struttura della superficie ed il campo magnetico per cercare tracce di ghiaccio d’acqua e osservare l’ambiente meteorologico circostante.

Con l’atterraggio di Zhurong, la Cina è diventata il secondo paese a far atterrare e mantenere attivo un veicolo spaziale su Marte dopo gli Stati Uniti. Zhurong è il sesto rover a scandagliare il pianeta rosso dopo SojournerSpirit e Opportunity – ormai spenti, Curiosity attivo dal 2012 e Perseverance al lavoro dallo scorso febbraio. Nel 1971 ci riuscì anche l’Unione Sovietica con la sonda Mars 3, che smise però di comunicare con la Terra dopo appena 13 secondi.

Fonte:Il Fatto Quotidiano.it

Facebooktwitterlinkedin