Luna: plurale, femminile

A Padova quattro giorni di celebrazioni dedicate al luglio 1969, per proiettarsi in un futuro in cui, speriamo, l’umanità avrà a disposizione nuove risorse proprio grazie all’esplorazione spaziale.

La Luna è l’oggetto celeste a noi più vicino e anche quello che più di ogni altro, nel corso dei secoli, ha acceso la curiosità, lo stupore e l’immaginazione dell’Uomo. Da Luminare della notte e da misuratore del tempo, quale essa è stata per i popoli antichi, la Luna è poi divenuta oggetto di desiderio e di conquista impossibili, come testimoniano il fantastico viaggio sulla Luna di Astolfo, narrato da Ludovico Ariosto, o quello di Barbicane, Ardan e Nicholl, magistralmente descritto dalla penna di Jules Verne.

Con l’avvento dell’astronomia telescopica, fu subito chiaro che la nostra Terra non è l’unico pianeta del cosmo a godere di un satellite naturale perennemente in moto attorno a se stessa, ma che altre, e altrettanto affascinanti lune, ruotano attorno ad altri pianeti, sia nel nostro Sistema solare che fuori di esso.

Il coinvolgimento dell’astronomia padovana nelle prossime sfide tecnologiche, dallo spazio e da terra, è importante proprio per lo studio del Sistema solare, con Marte protagonista delle prossime missioni umane, ma anche per la ricerca e lo studio di pianeti extrasolari e relative lune. Si è voluto così cogliere l’occasione di celebrare questo anniversario non solo per ricordare uno degli eventi più importanti della storia dell’Uomo, ma soprattutto per condividere con i cittadini le aspirazioni e le prossime sfide per il futuro.

Dal 16 luglio fino al 20, l’astronomia padovana organizza incontri per il pubblico, aperitivi scientifici e spettacoli di musica e di teatro a tema.
Home page del sito Destinazione lune (destinazionelune.oapd.inaf.it)

La serata iniziale del 16 luglio, sarà tutta dedicata alla Luna a partire dall’aperitivo Fly me to the Moon, con musiche a tema a partire dalle 19:30 all’interno del Castello carrarese. L’evento, inserito nel programmaCastello Festival, è molto articolato e prevede, oltre a una breve introduzione da parte del direttore dell’Osservatorio, anche l’inaugurazione della mostra iconografica “Le Lune di Padova” nella quale si descrivono gli studi e le scoperte fatti sulla Luna – e sugli innumerevoli satelliti naturali che popolano il cielo – dagli astronomi che a Padova sono nati o hanno operato: da Galileo, che nel 1609 per la prima volta nella storia dell’umanità rivolse il suo telescopio al nostro satellite, rivelandone la vera natura, sino ai recentissimi studi sulla presenza di acqua ai poli lunari condotti dal team dei planetologi padovani, passando attraverso le numerose scoperte di altre lune che hanno costellato la storia dell’astronomia degli ultimi 400 anni.

A fare da cornice naturale al tutto, durante laserata è prevista un’eclissi di Luna che sarà visibile dall’alto della torre per le cento persone che acquisteranno per tempo il biglietto.

Il 18 luglio, sarà la volta di una tavola rotonda con l’astronauta Maurizio Cheli che è stato il primo pilota italiano dello Space Shuttle Columbia nel 1996: con lui si confronteranno altri astronomi padovani per discutere su dove poseremo il piede nei prossimi cinquant’anni. Insieme alla discussione sarà trasmesso anche il documentario Rai, inedito e realizzato per Rai Storia, dal titolo “1969 – niente più come prima”.

L’anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna offrirà l’occasione di elaborare un progetto comune tra l’Orchestra di Padova e del Veneto e Inaf – Osservatorio astronomico di Padova. La congiunzione tra musica e astrofisica avverrà attraverso un’opera celeberrima composta da Gustav Holst circa cento anni fa, l Pianeti, Il 19 luglio infatti sarà in programma la prima esecuzione integrale italiana di “The Planets”, nella versione per orchestra da camera di G. Morton, recentemente pubblicata dall’editore Universal. Oltre a concorrere a un rinnovato avvicinamento tra scienza e arte musicale, il concerto rappresenterà un tributo allo sbarco sulla Luna nel giorno in cui, cinquant’anni fa, il mondo intero rimase col fiato sospeso innanzi alle prime immagini diffuse dalla televisione. L’esecuzione musicale sarà accompagnata da una proiezione su maxi-schermo di alcune tra le più affascinanti sequenze di immagini del Sistema solare.

Il 20 luglio invece si parlerà con il linguaggio del teatro: partendo da una Luna verso quella che è la nuova epica della razza umana a caccia di materiali preziosi, all’inseguimento di asteroidi, alla disperata ricerca di nuove risorse per un’umanità in difficoltà. Lo spettacolo è prodotto dalla Teatro Boxer di Andrea Pennacchi in collaborazione con l’Inaf di Padova.

Le celebrazioni non si concluderanno con queste giornate ma continueranno nel corso dell’anno. A fine settembre vi sarà la Notte europea dei ricercatori, dove protagonista sarà ancora la Luna, e questo 2019 si chiuderà nel nome dell’esplorazione spaziale con il lancio di Cheops, (Characterising Exoplanets Satellite) un piccolo ma preciso telescopio spaziale per lo studio di pianeti extrasolari che ha visto il coinvolgimento dell’Inaf di Padova – che ne ha curato il disegno, la costruzione e l’allineamento nei laboratori ai piedi della Specola. È il coronamento di oltre sette anni di lavoro e l’inizio di nuove sfide per cercare anche altre lune al di fuori del Sistema solare.

Fonte: INAF