La talpa di InSight è finalmente nel terreno di Marte

Quando INSIGHT, la sonda della NASA, scese su Marte nel 2018 aveva tra l’altro due strumenti importanti: un sismografo che una volta depositato funziona perfettamente e una sonda per studiare il calore proveniente dal sottosuolo. Quest’ultima sarebbe dovuta scendere per 5 metri sotto la superficie. Ma scesa 30 centimetri è rimbalzata indietro. Cosa abbia trovato non si sa: un sasso? Terreno duro? Sta di fatto che dopo più di un anno con un lavoro certosino che ha dell’incredibile il braccio della sonda è riuscito a spingere la sonda nel sottosuolo: gli scienziati del DLR, l’agenzia spaziale tedesca titolare dell’esperimento, hanno provato diverse tecniche per aiutare la talpa nella sua discesa utilizzando il braccio robotico di InSight, pensato originariamente per prelevare piccoli campioni superficiali di terreno.

Utilizzando la piccola pala del braccio robotico come un martelletto, e dopo aver studiato con attenzione la direzione e il punto su cui colpire, impartendo comandi una volta alla settimana per tre mesi a decine di milioni di km di distanza, il team di DLR è riuscito finalmente a far penetrare completamente nel terreno la talpa. Si è trattato di un lavoro certosino, con i piccoli colpetti che andavano sincronizzati con l’attività di scavo della trivella e con l’impossibilità di avere un feedback in tempo reale (il ritardo medio delle comunicazioni tra Terra e Marte in una direzione è di 13 minuti) e soprattutto con strumenti non pensati per lavorare in questo modo. Un piccolo miracolo di ingegneria, ma ora l’attenzione è tutta sul prossimo step: riuscirà ora la talpa a scavare da sola? La piccola trivella ora sporge probabilmente ancora per un massimo di 1 cm e il braccio non potrà più aiutarla.

Ora cosa succederà non è stato detto. Soltanto tra un pò di tempo, in base a come andranno avanti gli studi e i tentativi del team di DLR si potrà capire a quali risultati reali si potrà davvero arrivare.

Fonte: Liogo Bignami e D.Day.it