Il vulcano Monte Olympus di Marte: la montagna più alta evidenziata in tutti i pianeti del sistema solare

A cura di Claudia La Porta

Il monte Olympus fu osservato per la prima volta dall’astronomo Giovanni Schiapparelli, che durante un osservazione nel 1877 riscontrò una parte della superficie di Marte totalmente innevata. Andando quindi a studiare meglio quel bagliore bianco troppo piccolo per essere un ghiacciao finì per ipotizzare la presenza di una grande montagna… Ora sappiamo invece che quel luccichio bianco, osservato quasi 200 anni fa, è in realta un grande deposito di anidride carbonica ghiacciata.

Olympus è il monte più alto dell’intero sistema solare e per l’esattezza si tratta di un enorme vulcano creatosi milioni di anni fa sulla superficie marziana. Secondo le stime più recenti infatti, la sua imponente stazza sarebbe in grado di occupare una superficie poco più grande di quella dell’intera penisola Italiana. La sua altezza inoltre, è il circa il triplo di quella del monte Everest -la più grande montagna terrestre nella catena Himalayana-, e arriverebbe ad una quota di ben 27 km verso il cielo.
Studiando attentamente i dati topofotografici forniti dai satelliti, possiamo andare più nel dettaglio delle sue dimensioni. Per l’esattezza esso possiede un cratere (o meglio una caldera vulcanica) larga quasi 60 km, lunga 85 e profonda 3, rendendo questo imponente vulcano il più attivo dell’intera superficie marziana. Nella precisione dei dati, andiamo poi a scoprire che il monte Olympus sia di tipo “a scudo” e che quindi la sua pendenza sia lieve -estendendosi più in larghezza che in altezza. Una cosa interessante è però come il vulcano rimanga sempre fisso nello stesso punto, senza spostamenti o scossoni tipici dei vulcani terrestri (in particolare per quelli hawaiani). Ciò è causato principalmente dalla mancanza delle placche tettoniche che, a differenza della Terra, non sono presenti sul Pianeta Rosso.

Fonte: SpaceCrewBlog