Gli Emirati Arabi raggiungono l’orbita di Marte con la sonda Hope

Dopo aver viaggiato per 205 giorni e 494 milioni di chilometri – pari a sette mesi di viaggio interplanetario e una serie di manovre correttive – la sonda al-Amal, in inglese Mars Hope, degli Emirati Arabi Uniti, è entrata nell’orbita marziana e, con questa missione, gli Emirati Arabi diventano così il quinto gruppo di Stati ad avere una sonda intorno a Marte dopo Usa, Unione Sovietica, Europa e India.

Hope – per i prossimi 687 giorni terrestri (ovvero un periodo orbitale di Marte) – eseguirà periodicamente ulteriori manovre per posizionarsi e mantenersi nell’orbita finale, compresa tra 28.000 e 43.000 chilometri di altitudine e valutata come una distanza ideale per scansionare il pianeta in maniera integrale. Da qui la sonda effettuerà studi relativi all’atmosfera del pianeta, alla sua evoluzione nel tempo e ai possibili scenari futuri.

L’obiettivo principale sarà monitorare la meteorologia e la climatologia marziana con tre strumenti scientifici: Emirs (Emirates Mars Infrared Spectrometer) uno spettrometro infrarosso pensato per lo studio degli scambi di energia che avvengono nella bassa atmosfera e che ne guidano la dinamica globale; Exi (Emirates Exploration Imager) una camera ad alta risoluzione (fino a 4K) che lavorerà alle frequenze visibili e ultraviolette e in grado di ottenere un dettaglio sulla superficie fino a 8 chilometri; Emus (Emirates Mars Ultraviolet Spectrometer) uno spettrometro ultravioletto per lo studio delle specie chimiche negli strati più alti dell’atmosfera, al di sopra dei 100 chilometri di altitudine.

La missione Hope è costata circa 200 milioni di dollari ed è condotta in collaborazione con l’Università del Colorado a Boulder. La sonda aveva iniziato il suo viaggio lo scorso 20 luglio a bordo di un razzo H-2A lanciato dal Centro spaziale giapponese di Tanegashima.

Fonte: Ansa, News Spazio, Astronautinews

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