Al confine dell’invisibile

Durante la conferenza stampa che ha fatto la storia  alla prima immagine di un buco nero ottenuta dall’Event Horizon Telescope, l’Astrofisico Luciano Rezzolla, ha spiegato nel dettaglio cosa esattamente riproduce l’immagine che ha fatto il giro del mondo.

In particolare è stato chiesto a Rezzolla di spiegare nel dettaglio cosa si vede esattamente in quell’immagine, quali le sue implicazioni dal punto di vista della teoria e che cosa gli scienziati si propongono di fare in un prossimo futuro per migliorare ancora di più la comprensione di questi oggetti mostruosi e affascinanti.

«La luce – spiega l’Astrofisico – viene prodotta perché il gas che cade sul buco nero è molto caldo e quindi emette radiazione, in particolare nelle onde radio che sono quelle che a noi interessano di più perché non vengono assorbite e posso essere misurate dai nostri radiotelescopi. Quello che si vede è l’immagine di faccia di un disco di accrescimento. Un disco di accrescimento vuol dire che la materia ruota intorno al buco nero. Siccome è un po’ inclinata, la parte inferiore del disco sarà più verso di noi, rispetto alla parte posteriore. In particolare, siccome la rotazione avviene in senso orario, ci sarà della materia che viene verso di noi, piuttosto che andare via da noi. Il fatto che venga verso di noi crea un effetto di amplificazione. Quindi la parte inferiore è amplificata rispetto alla parte posteriore. È un effetto Doppler, che in relatività viene ancora di più esacerbato e ci consente di vedere questo grosso contrasto».

Fonte: INAF